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Il punto sul referendum – di Renato Ferrucci


renatoDa un anno e mezzo Il nostro paese ha ricominciato a crescere, ma non abbastanza per soddisfare il bisogno di lavoro e migliorare la nostra qualità di vita.

La nostra crescita è stentata perché non siamo competitivi rispetto altri sistemi economici occidentali. In sostanza qualsiasi nostra attività è oberata dal eccessivo costo dell’energia e del sistema dei trasporti, dalla scarsa disponibilità di strumenti di comunicazione moderni (banda larga), dal eccessiva burocrazia, dal basso tasso di legalità, da un sistema formativo inefficace, da una giustizia inefficiente, da una sanità diseguale, da una insopportabile evasione fiscale.

Insomma, alcune categorie di cittadini pagano un monte di tasse per ricevere servizi inadeguati e questo penalizza fortemente la nostra crescita e la capacità di creare occupazione.

La nostra principale palla al piede è la Pubblica Amministrazione che costa troppo ed è inefficiente. Il costo principale della P.A. è dovuto alla spesa corrente (dipendenti).

I dipendenti pubblici sono organizzati secondo una scala gerarchica che se è ben organizzata può corrispondere ad esigenze semplici, secondo il principio organizzativo “comandi-esegui”, non importa se ciò che viene prodotto è utile.

Se la scala gerarchica non funziona o peggio si deve corrispondere a bisogni complessi od imprevisti dalle procedure in essere, il bisogno non viene assolto ed in qualche caso non viene identificata una qualsiasi soluzione.

Spesso le procedure sono complicate da competenze concorrenti fra diversi uffici. Insomma i risultati non contano, conta eseguire bene i compiti assegnati.

Un sistema pubblico moderno dovrebbe essere organizzato secondo un diffusa definizione delle responsabilità per settori ampi di competenza, in funzione di risultati e secondo il principio che ad una posizione gerarchica superiore deve corrispondere maggiore responsabilità e rischio di compromettere il proprio salario variabile e la propria posizione funzionale.

Purtroppo la Pubblica Amministrazione riflette la logica del modello istituzionale che a sua volta non è disegnato per governare il paese, nonostante che il significato della parola democrazia sia quello di governo del popolo, ma bensì per ridurre la capacità di governo dell’eventuale vincitore delle elezioni.

A questo serve la procedura che permette la fiducia del governo in ambedue le camere, l’approvazione definitiva delle leggi solo da ambedue i rami del parlamento, l’approvazione di leggi da parte delle regioni per le materie concorrenti (ambiente, energia, trasporti ecc.), spesso in contraddizione con le leggi dello stato.

Di questa incertezza istituzionale si è nutrito il trasformismo dei parlamentari ed il ricatto dei piccoli partiti verso i grandi, ma anche l’incertezza delle relazioni economiche e sociali dei normali cittadini.

Per questo è necessario cambiare la costituzione in tutte quelle parti che ne compromettono il funzionamento al fine di riprenderci la qualità di vita economica e sociale che ci meritiamo.

Il Coordinatore del Comitato del SI di Fucecchio
Renato Ferrucci

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