1 MILIARDO DI EURO DI RISPARMI IN FUMO, PER IL NO DI UNA REGIONE


logoBastaUnSiUn miliardo di euro l’anno in fumo. È quanto ci è costato di fatto il ricorso della Regione Veneto contro la riforma Madia della Pubblica Amministrazione, accolto ieri dalla Consulta. E il costo è anche maggiore, perché la riforma della PA, come noto, avrebbe permesso di rendere più efficiente la pubblica amministrazione, attraverso, tra le tante cose, la possibilità di licenziare i dirigenti pubblici – che, in alcune società partecipate superano persino i dipendenti – inefficienti ed inadempienti.

Tra le norme che avrebbero reso la P.A, spesso sgradita ai cittadini per ritardi e lentezze, più vicina ad ognuno di noi, ne possiamo ricordare due che dimostrano l’assurdità di questo Titolo V: norme per rendere più efficiente il trasporto, attraverso la razionalizzazione di risorse, nonché possibilità di rimborso del biglietto in caso di eccessivo ritardo. Norme di buon senso, che, a causa del Titolo V, non vedranno mai la luce.

Se la riforma costituzionale fosse stata già in vigore, sarebbe bastato il voto del Parlamento per superare qualsiasi veto regionale e avremmo già cominciato a risparmiare quattrini. Invece abbiamo l’ennesima dimostrazione della paralisi regolatoria, delle “sabbie mobili” del conflitto tra Stato e Regioni.

In base all’attuale Costituzione – ha stabilito la Corte – per una riforma organica della PA non basta che il Governo abbia aderito ai pareri del parlamento, del consiglio di Stato e di Regioni e comuni: occorre un vero e proprio accordo con tutte le regioni. E qui viene il bello perché le regioni non decidono a maggioranza se fare o meno l’accordo, ma serve unanimità. Quindi se una sola regione è contraria niente accordo. Non conta la volontà del Governo, né l’ok di Camera e Senato, né quello del Consiglio di Stato e nemmeno l’ok di chi rappresenta ottomila comuni e l’ok di 19 Regioni. Se una Regione è contraria salta tutto e la legge non si fa. Dopo due anni, insomma, abbiamo scherzato.

Basta, basta davvero.

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